Proloco Tossignano

Piste ciclabili

L'antica strada di crinale tra Santerno e Senio

Si percorre la strada asfaltata che lambisce il lato superiore della piazza di Tossignano, si prosegue oltre la discesa per Campiuno per via Monte Battaglia e si continua, alla fine dell' asfalto, sempre sul panoramico crinale tra il Santerno e lo Sgarba oltre la Traversa fino ad immettersi sulla S.P. della Lavanda (l' antica strada del Corso) che imbocca, a sinistra, fino al Passo del Prugno. Qui si prende, in salita,la stradina, quasi completamente asfaltata, che porta alla torre di Monte Battaglia, con vari scorci panoramici.
Si sale alla restaurata torre, col memoriale ai combattenti dell' ottobre 1944 e il disco di orientamento curato da CAI di Imola. Si ridiscende alla stradella con sentiero poi, su fondo ghiaiato, con poco traffico automobilistico, si arriva alla restaurata chiesa di Valmaggiore evitando le discese, a destra per Castel del Rio e, a sinistra per il rio Cestina e Budrio Vecchio.
Per via dei disboscamenti avvenuti nei tempi passati l' ambiente è ancora piuttosto arido, caratterizzato solo da cedui di roverella ma la dorsale da percorrere è netta e il panorama è piacevole.
Al monte della Croce, dove confluisce un sentiero che sale da Valsalva - Cà Pianazzo, si dominano gli ampi pascoli del Ronco presso le sorgenti del Fosso Canaglia di Moraduccio dove è possibile recarsi puntando alla sottostante Cà Rimirara. Si incontrano poi dei brevi tratti di muro e la base di una torre quadrata del "Castrum Paventae".
Si sale verso la Macchia dei Cani m 966 evitando la pista che, a sinistra scende verso il rio Cestina e si arriva ad un prato con dei ginepri dove si trovano i minimi ruderi dell' antica dogana tra le Legazioni e gli stati del Granduca, lungo la via di crinale che stiamo percorrendo e che suppliva al ruolo dell' attuale strada "Montanara", costruita soltanto alla metà dell' Ottocento.
Si passa poi sotto l' arenacea parete nord della Faggiola mentre la pista è a trtti ridotta a un pantano dal passaggio dei mezzi fuoristrada.
Ai margini dei prati il cui centro è occupato da un grande paretaio si trovano, da una parte il cippo in mattoni eretto in memoria dei caduti della 36a Brigata "Garibaldi" e, dall' altra due minuscoli laghetti di bell' effetto, all' innesto del sentiero che sale da Palazzuolo-Visano.
Il faggio è diventato intanto l' essenza dominante e, dalla cima della Faggiola m 1031, spesso si gode del panorama fino alla montagna modenese, frequentemente innevata e sul più vicino Falterona.
Si esce dai prati in corrispondenza di una fontana e in breve, con dei saliscendi, si è al passo del Paretaio della provinciale Coniale-Palazzuolo sul Senio, a fianco del monumento alla Resistenza.
Si percorrono, a destra, sulla strada asfaltata, circa trecento metri per poter nuovamente guadagnare il crinale sulla pista creata durante delle ricerche petrolifere costeggiando le Piane della Ritornata, Poggio Cestina m 967, la Selvarella m 946 e , dopo essere passati sullo spartiacque tra il fosso di Mantigno e il fosso del Gattone, si giunge al M. del Fabbro da dove, sulla destra, è possibile discendere per Vecchieto e Rappezzo.
La pista continua sempre sul crinale; si scende alla Bocchetta del Borgano e, con una ripida salita, si tocca il Cimone della Bastia m 1090, con dei piccoli prati ad ovest della cima e dopo un quarto d'ora si arriva al Roncaccio m 1044 lasciando sulla destra i prati delle Lagune. A nord il panorama si apre sulla dorsale di Campanara e a sud sulla boscosa valle del Rovigo, non ancora devastata dalle cave.
Dopo l' Altello m 1163, con uno spettacolare panorama verso nord, sulla testa del Senio, si raggiunge il passo della Sambuca sulla strada tra Palazzuolo sul Senio e la Colla di Casaglia.

Tratto dalla guida dei sentieri CAI - Sezioni di Faenza e Imola www.e-mind.it/cai-imola

 

 

 

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