Chiesa e Convento di San Francesco
Un convento francescano che ha segnato la storia economica e spirituale di Tossignano
Storia del Convento
Il convento e la chiesa di San Francesco vennero costruiti nel 1326 fuori della porta Raimondi ad est, che venne poi chiamata Porta San Francesco. L'edificio rappresentava un importante centro della spiritualità francescana nella valle del Santerno.
La chiesa era lunga 42 piedi e larga 23, costruita con archi in stile toscano e decorata con sculture di M. Gabbani. All'interno vi erano sette altari, tra cui uno laterale con una statua di Sant'Antonio realizzata dallo scultore imolese Angelo Pio.
Secondo la tradizione, in quella chiesa avrebbe predicato anche San Bernardino da Siena, uno dei più grandi predicatori francescani del XV secolo.
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Patrimonio Artistico e Religioso
Architettura Francescana
La chiesa presentava caratteristiche tipiche dell'architettura francescana del XIV secolo, con archi in stile toscano e una decorazione sobria ma significativa realizzata da maestranze locali.
Frate Niccolò Testore
Tra i membri più illustri del convento spicca il frate Niccolò Testore, morto in fama di santità. La sua memoria rimane viva nella tradizione spirituale del borgo.
La Statua di Sant'Antonio
L'altare laterale ospitava una pregevole statua di Sant'Antonio da Padova, realizzata dallo scultore imolese Angelo Pio, testimonianza della devozione francescana nel territorio.
Il Lanificio Conventuale
Dal convento di San Francesco nacque nel XIV secolo un importante lanificio che produceva un tipo di panno color bigio, chiamato "tossignano". Questo tessuto divenne conosciuto e diffuso in molte parti d'Italia, rappresentando un'importante risorsa economica per il paese.
L'attività manifatturiera dei frati francescani contribuì allo sviluppo economico di Tossignano, creando un modello di integrazione tra vita conventuale e attività produttiva che caratterizzò il borgo per secoli.
Memoria Storica
Oggi del convento e della chiesa di San Francesco non restano che testimonianze documentali e iconografiche, come il dipinto conservato presso la Biblioteca Comunale di Forlì, realizzato da Giacomo Zampa (1732-1808), e il disegno del perito Fabio Virgilio Baruzzi di Imola del 1770.
La memoria del convento continua a vivere nel nome della porta orientale del borgo e nei racconti della tradizione locale, ricordando l'importanza che l'ordine francescano ebbe nella vita spirituale ed economica di Tossignano.