Cappella di San Mamante

Un'antica cappella scomparsa nella memoria del borgo

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Una Memoria Perduta

Della Cappella intitolata a San Mamante non resta alcuna traccia fisica già dalla metà del 1800. La sua esistenza è documentata solo in alcuni disegni topografici del XVII secolo, che testimoniano la presenza di questo piccolo luogo di culto nel tessuto urbano dell'antica Tossignano.

La cappella rappresenta uno degli edifici religiosi minori che caratterizzavano il borgo medievale, spazi devozionali diffusi nel territorio a servizio delle comunità locali e dei viandanti.

San Mamante Martire

San Mamante di Cesarea fu un martire cristiano del III secolo, particolarmente venerato nelle regioni orientali dell'Impero Romano. Il suo culto si diffuse in Italia attraverso le vie di pellegrinaggio e le comunità monastiche.

La presenza di una cappella a lui dedicata a Tossignano testimonia i collegamenti del borgo con le correnti devozionali medievali e l'importanza che anche i santi meno conosciuti avevano nella pietà popolare locale.

Documentazione Storica

Disegni Topografici del XVII secolo

Le uniche testimonianze della cappella provengono da disegni topografici secenteschi che mappavano gli edifici religiosi del territorio imolese, documenti preziosi per ricostruire la geografia sacra di Tossignano.

Scomparsa nell'800

Già dalla metà del XIX secolo non si aveva più notizia della cappella. Probabilmente demolita o inglobata in altri edifici, rappresenta uno dei tanti luoghi di culto minori che hanno caratterizzato la storia religiosa del borgo.

Rete Devozionale

La cappella faceva parte di una fitta rete di oratori, cappelle e piccole chiese che punteggiavano il territorio, offrendo luoghi di preghiera diffusi per una popolazione prevalentemente rurale.