Oratorio dei SS. Rocco e Bernardino
Un luogo di devozione popolare all'ingresso di via Sasso
Storia dell'Oratorio
Nel 1711 venne costruito l'oratorio dei Santi Rocco e Bernardino da un nipote dell'arciprete Don Antonio Angelini. L'oratorio si trovava all'entrata di via Sasso, in una posizione strategica all'ingresso del borgo.
Nel 1714, appena tre anni dopo la sua costruzione, l'oratorio accolse la Compagnia del Crocefisso, che dovette abbandonare l'oratorio di Santa Croce ormai cadente e destinato alla demolizione. Questo passaggio segnò l'importanza dell'edificio nella vita devozionale della comunità.
Gallery
I Santi Protettori
San Rocco
San Rocco di Montpellier, pellegrino del XIV secolo, è tradizionalmente invocato come protettore contro la peste e le epidemie. La sua presenza nell'oratorio testimonia la devozione popolare e la ricerca di protezione sanitaria.
San Bernardino da Siena
San Bernardino, grande predicatore francescano del XV secolo, era particolarmente venerato nelle comunità emiliane. La tradizione vuole che avesse predicato anche nella chiesa di San Francesco a Tossignano.
La Compagnia del Crocefisso
Dal 1714 l'oratorio ospitò la Compagnia del Crocefisso, una confraternita di laici dedicata alla devozione della Passione di Cristo e alle opere di carità verso la comunità.
Testimonianza Fotografica
Una preziosa fotografia scattata alla fine del 1800 all'entrata di via Sasso documenta l'aspetto dell'oratorio prima delle devastazioni del XX secolo. Questa immagine rappresenta una delle poche testimonianze visive della Tossignano ottocentesca.
L'oratorio si inseriva armoniosamente nel tessuto urbano del borgo, fungendo da punto di riferimento religioso per gli abitanti del quartiere e per i viandanti che entravano nel paese.
Ubicazione Storica
L'oratorio si trovava in via Sasso, una delle principali vie d'accesso al borgo medievale. La sua posizione all'ingresso del paese non era casuale: San Rocco veniva spesso posto a protezione delle porte cittadine e dei luoghi di passaggio.
Oggi, sebbene l'edificio non sia più presente, la memoria dell'oratorio rimane viva nella toponomastica e nella storia locale, ricordando l'importanza della devozione popolare nella vita quotidiana del borgo.