Tossignano sorge su di un colle di gesso a cavallo della Vallata del Santerno, in posizione strategicamente dominante tanto da farne, in ogni tempo, oggetto di contesa.

La vallata del Santerno fu abitata sin da tempi assai antichi. Durante la preistoria, nel paleolitico e neolitico, cacciatori ed esploratori fanno la loro apparizione in vallata, attirati dalla fauna, dalla raccolta di frutta spontanea e dai grandi boschi. I primi insediamenti stabili in vallata risalgono al 2500 a.C.. Sotto i ruderi della rocca di Tossignano esiste ancora una grotta che ha fornito testimonianza di antichi insediamenti umani. Al suo interno sono stati ritrovati selce scheggiata e ossa di animali mangiati. La civiltà del ferro ha lasciato numerose testimonianze e Tossignano è considerato uno dei centri più importanti del Villanoviano nell’imolese. Nel IV sec. a.C. il territorio di Tossignano, così come tutta la vallata del Santerno, vede le invasioni delle popolazioni galliche. Nel III sec. a.C. i romani giungono nel nostro territorio. Tossignano, dopo l’occupazione dei Galli, vive l’occupazione romana. Un’antica cava di selenite quasi sulla sommità del paese è tutt’oggi testimone di tale periodo. Nonostante ciò la toponomastica è attribuita alle popolazioni umbre che passarono ed occuparono l’appennino. Il toponimo Tuskum (luogo di culto) avrebbe dato origine a Tuscum oppidum e Tossignano avrebbe origine da li. Tossignano, sotto i romani, supera per importanza tutti gli abitati della vallata del Santerno. Nel 456 d.C. Tossignano è citato in diversi documenti. Nel VI sec. d.C., durante il dominio bizantino, viene eretta in Tossignano la Pieve di Santa Maria Assunta, la più antica della Vallata del Santerno. Anche sotto i bizantini Tossignano rimane il paese di riferimento della vallata. Da castrum a pieve a comune. Tossignano attraversa i secoli. Con la morte di Carlo Magno (814 d.C.) si apre un conflitto che attraverserà più secoli tra il papato e l’Arcivescovo di Ravenna. Tossignano a cavallo della vallata così come a cavallo tra papato e arcivescovado di Ravenna. In un perido di crisi e calamità un tossignanese ebbe l’onore di salire prima alla cattedra di Sant’Apollinare in Ravenna e poi di Pietro in Roma. Passerà alla storia con il nome di papa Giovanni X da Tossignano, colui che sul fiume Garigliano sconfisse i Saraceni. Tossignano fu sempre, terra di confine. Così Tossignano da Ravenna passa e Faenza poi ad Imola, più passaggi sino al Concordato di Worms nel 1122. Fu attorno a tale periodo che Tossignano divenne comune, e con tale reggenza entrò nelle lotte tra guelfi e ghibellini, prendendo le parti dei primi, al fianco di Bologna. Furono i felsinei ad erigere il Palazzo Pretorio in paese. Il XIV secolo vide Tossignano conteso tra bolognesi ed imolesi. In questo periodo fu concesso alla famiglia degli Alidosi che mantennero il paese sino al 1424. Era l’abitato più popoloso e ricco della Vallata del Santerno. Agli Alidosi seguirono diverse e più famiglie. I Manfredi, gli Sforza. Dal 1500 al 1503 signore di Tossignano fu Cesare Borgia, detto il Valentino. Per un biennio anche i veneziani governarono Tossignano (1503-1505). Anche i Carafa di Napoli per un brevissimo periodo tennero il paese. Il dominio più lungo si ebbe dal 1565 al 1700 con gli Altemps, che diedere a Tossignano la forma che oggi vediamo. Fu sotto il loro governo che nel 1622 venne istituita quella che oggi è conosciuta come Festa della Polenta, per alleviare le sofferenze dei tossignanesi in un periodo di carestie. Poi altri signori. Nel 1859, con il neonato Regno d’Italia, Tossignano entrò a far parte della Provincia di Ravenna sino al 1884. Da tale anno entrò a far parte della Provincia di Bologna, storica alleata. Tossignano vivrà serenamente sino al 1944 quando, in piena seconda guerra mondiale, divenne fulcro della linea difensiva tedesca. Gli eserciti alleati colpirono il paese ripetutamente, per cercare di fiaccare le tedesche resistenze. Nella notte tra il giorno 11 e 12 aprile 1945 Tossignano venne liberato dalle truppe italiane della Nembo. Il paese, eccetto la chiesa di San Girolamo, era in rovina. Macerie ovunque tanto da essere definito “la Cassino romagnola”. Oltre il 90% del paese era andato distrutto. Nel 1954 la sede comunale venne trasferita nel paese sorto ai piedi di Tossignano. Non solo la sede ma anche il nome del comune vennero cambiati. Il Comune di Tossignano diede il passo al Comune di Borgo Tossignano, nonostante fosse stato ricostruito quasi interamente. Del paese che dominava la Vallata del Santerno, che diede un pontefice alla Chiesa, due beati ed una venerabile ed una moltitudine di docenti all’ateneo di Bologna rimangono le vestigia della rocca posta sulla sommità del paese e poco più. Il suo nome ancora risuona nei corridoi del Vaticano all’interno della Galleria delle Mappe, dove il paese fa bella mostra di sé in tutto il suo medioevale splendore.